NAZIONALE – Tutto è filato liscio. La prima giornata di rientro massiccio dei lavoratori in fabbrica e sui cantieri è andata bene. Le aziende hanno rispettato i protocolli di sicurezza e i lavoratori non vedevano l’ora di riprendere l’attività. Sulla paura del contagio – che ancora aleggia – ha prevalso la voglia di tornare alla normalità. Nei grandi distretti industriali del Nord come in quelli del Centro e del Sud.

A Bergamo, una delle province più martoriate dalla furia del virus, ieri hanno riaperto 48.000 aziende e, dopo oltre 50 giorni di lockdown hanno varcato i cancelli 137.000 lavoratori. Chi ha potuto ha cercato di raggiungere il posto di lavoro con mezzi propri. È andata così in tutto il territorio nazionale. «Nei giorni scorsi sono state tante le aziende che hanno comunicato ai propri dipendenti di aver allargato la zona parcheggi con spazi aggiuntivi» racconta Gianfranco Refosco, segretario Cisl del Veneto. Proprio il Veneto è stata una delle regioni che ha visto una riapertura massiccia: «Calcoliamo siano rientrati trecentomila dipendenti solo del settore metalmeccanico. E poi ci sono tutti quelli del sistema moda, tessile, abbigliamento, concia. E le attività artigianali» continua Refosco.