REGIONALE – Cantieri, balneari e artigiani, meno restrizioni per i cittadini – si uscirà in maniera scaglionata massimo in tre – via libera anche per i bambini, ma soprattutto sarà operativo il piano sanitario con una netta divisione tra gli ospedali Covid e quelli per le degenze non Covid, e naturalmente la separazione dei flussi dei malati e degli operatori sanitari. Contestualmente dovrebbe iniziare a intravedersi il piano per lo screening di massa con i test rapidi e tamponi per individuare gli eventuali asintomatici. Eccolo il piano della Regione per la «Fase 2». All’Ente di Santa Lucia si sgobba fino a sera tardi per varare il calendario delle riaperture dal 4 maggio. Spunta anche una richiesta della Whirlpool per rimettere in moto le macchine. Il colosso americano ha chiesto il disciplinare per aprire in sicurezza la fabbrica delle lavatrici di Ponticelli.

C’è un piano, ma perché si concretizzi realmente c’è bisogno di capire cosa verrà fuori dal Governo a fine mese. Il calendario delle riaperture della «Fase 2» in Regione prenderà corpo nel momento in cui l’attesissimo decreto che il premier Giuseppe Conte dovrebbe varare a stretto giro sarà reso noto. Quello che è certo è che ci sarà una graduale ripartenza e che il 4 maggio non sarà la data della liberazione dal Coronavirus, ma della convivenza con l’epidemia. In Regione lo ripetono come un mantra ed è bene che anche i cittadini prendano coscienza che il virus c’è ancora e che il rispetto delle misure di contenimento sono fondamentali per controllarlo. Il rischio sanitario – come è accaduto negli ultimi due mesi – detterà la natura dei provvedimenti. La sostanza è che il 4 maggio si riparte ma non è una festa come tanti, troppi cittadini stanno interpretando quella data. Ecco perché in strada continueranno a esserci tanti esponenti delle forze dell’ordine. Si temono e non poco gli assalti alle spiagge, ai luoghi delle passeggiate storiche, per esempio il lungomare di Napoli. La riapertura ci sarà, ma serve senso di responsibilità altrimenti torneranno le chiusure.

Il dialogo con i costruttori dell’Ance è stato fitto e il risultato che è venuto fuori è che ne riapriranno tanti di cantieri, sia pubblici che privati, questa l novità. Tutti, ma proprio tutti dovranno attenersi ai protocolli di sicurezza che prevedono il distanziamento tra i lavoratori, le mascherine, i guanti. Il dato di cronaca è che molte aziende stanno chiedendo i test rapidi. Qualcosa nel mondo dei cantieri e dell’edilizia si sta già muovendo, tanto che dalla stessa Regione arriva un chiarimento su quello che già si può mettere in opera: «Risultano consentiti sul territorio regionale interventi urgenti strettamente necessari a garantire la sicurezza o la funzionalità degli immobili in generale, e pertanto anche di quelli aventi destinazione alberghiera o turistica». Chiaro il via libera alle ristrutturazione delle strutture ricettive inclusi i lidi». Nella nota si chiarisce che da lunedì si potrebbero sdoganare anche altre attività: «È in corso di valutazione la possibilità di un ulteriore provvedimento, volto a consentire anche, a partire dal 27 aprile, interventi funzionali alla prevista ripresa delle attività nella “Fase 2” dell’emergenza».

L’obiettivo è arrivare alla riapertura in modo che tutte le categorie possano avere il loro protocollo di sicurezza anche quelle che al momento non sembrano essere in pole position per la ripartenza come i negozi del tessile. Segnali incoraggianti in questo senso non mancano, la Regione ha già dato il via libera per due mezze giornate alla riapertura dei negozi che vendono abbigliamento per bambini. Poca cosa però è un segnale da tenere presente. I protocolli avranno tutti degli obblighi ineludibili come la sanificazione degli ambienti fatta anche tutti i giorni, la misurazione della temperatura non solo dei dipendenti, il distanziamento, la dotazione per il personale di materiali che proteggano la persona come le mascherine. Relativamente ai negozi di vestiario la misurazione degli abiti da parte dei clienti sarà un problema a cui dare delle risposte al più presto. Quindi uno degli aspetti fondamentali: distanziatori da mettere a terra per fare in modo che venga rispetta la misura di almeno un metro tra un avventore e un altro. Distanza che potrebbe anche crescere. La riapertura sarà in ogni caso lenta e graduale.

Per capire il destino degli studi professionali, da quello dei dentisti agli avvocati e per tutte le altre categorie, bisognerà attendere più che mai il decreto del Governo. Servono indicazioni di tipo nazionale per capire quando e come sarà la ripresa di queste attività. Un conto – del resto – è andare in uno studio medico, altra cosa è recarsi dal commercialista, piuttosto che da un geometra o un architetto. La cosa certa è che sui tavoli della task force regionale e quindi anche al governatore Vincenzo De Luca, sono arrivati centinaia e centinaia di suggerimenti per il contrasto alla pandemia da Covid-2019 e per la ripartenza. Il segnale che nel mondo produttivo non si aspetta altro che rimettere in moto il motore.