NAZIONALE – Liberi dal 4 maggio, ma non del tutto. Almeno a sentire le ragioni del Comitato tecnico scientifico che ieri più di un dubbio ha instillato in Giuseppe Conte che alla fine ha deciso di rinviare ad oggi la riunione con le regioni dopo aver sentito Vittorio Colao, capo della task force che ha elaborato un piano di riaperture che tocca ora al governo annunciare.

Il piano, che a palazzo Chigi si smonta e si rimonta a seconda delle percentuali di possibili contagi che ogni apertura comporta, è annunciato per questa sera, ma non è detto che ciò avvenga. Più probabile lunedì. Discussioni sono ancora in corso tra i ministri e i tecnici. Sull’uso delle mascherine al chiuso e nei mezzi di trasporto pubblico, nessuno fa obiezione, ma sulla riapertura già dal 4 maggio di parchi e musei, sulle feste in casa o all’aperto la dialettica è forte. Ci si potrà muovere all’interno della propria regione e fuori, qualora si dovrà raggiungere il posto di lavoro.

Pressioni provengono però dalle regioni del Sud – Campania in testa – per allargare la possibilità di spostamento in modo da favorire i tanti lavoratori atipici che solitamente trovano un impiego nelle regioni del Nord. Non apriranno il 4 maggio i centri commerciali, ma si potrà fare il bagno al mare, seppur con le dovute cautele.
Le pressioni di Oltretevere e l’ok del Comitato scientifico hanno convinto il governo ad autorizzare la presenza dei parenti stretti ai funerali.

Mentre Lombardia, Veneto e Toscana premono, i capidelegazione dei partiti attendono la convocazione a palazzo Chigi appena il Comitato avrà presentato la sua relazione. Per le riaperture a macchia di leopardo Conte ha bisogno del via libera delle regioni in modo da cucire sui diversi territori aperture sulla base del codice Ateco, che categorizza e classifica le varie tipologie e sottotipologie di attività. Nel Dpcm che potrebbe vedere la luce già domani dovrebbe essere previsto anche una sorta di freno a mano che potrà essere tirato qualora in alcune zone del Paese dovessero riesplodere i contagi.

Quello che continua ad agitare il dibattito, comunque, è ancora la parola assembramenti: aleggia tra Comitato scientifico e governo come una nube tossica. Conte e ministri sembrano sempre più orientati a riportare gli italiani alla vita sociale, pur con le dovute cautele e con i continui appelli al senso di responsabilità. L’ipotesi è di consentire le cene in casa di amici, ma anche di vedere parenti che non si vedono da troppo tempo. Ma chi controllerà che una cena non diventi una tavolata o una festa? Da qui, i contrasti tra tecnici e politici che continuano a non trovare un punto in comune, tra l’esigenza di liberare i cittadini e quella di tutelarne la salute.

Si riapriranno i parchi, su questo l’accordo quasi totale. Con qualche dubbio riguardo alle aree gioco per i bambini: andranno controllate e le presenze contingentate. Per gli sportivi, spazi liberi ma attività individuale, tanto che la parola palestre non compare proprio nella fase 2. Sparirà l’autocertificazione per chi si muove in città e nello stesso comune. Ma uscire di casa, sebbene senza più limitazioni, non vorrà dire fare gruppo: sarà ammesso solo per genitori con figli. E, naturalmente, anche per chi vive sotto lo stesso tetto.

Fortunato chi abita vicino a un lago, o davanti al mare. In attesa che si capisca che strada prenderà l’estate, il governo sembra aver già dato l’ok a tutti coloro che non devono prendere mezzi per recarsi sulla spiaggia. A precisa domanda inviata da un cittadino sul sito della presidenza del Consiglio, la risposta è stata: «Il bagno si può fare». Resta in discussione la riapertura di bar e ristoranti. Incentivato il take away, l’ipotesi è che le autorizzazioni arrivino dall’11 maggio, anche se il 4 potrebbe essere dato il via libera all’asporto. Le attività più a rischio come i parrucchieri dovrebbero essere posticipate forse anche al mese di giugno.

Balneazione anche in fiumi e laghi
Chi abita in zone di mare o nei pressi dei laghi o dei fiumi può tranquillamente fare il bagno. Purché «individualmente e comunque nel rispetto della distanza di almeno un metro da ogni altra persona», chiariscono dal sito di Palazzo Chigi. Il via libera è possibile già dalla fase 1, quindi da oggi. Le spiagge però devono trovarsi vicino casa. «Senza – spiegano dal governo – che si renda quindi necessario l’utilizzo di mezzi di locomozione pubblici o privati, né significativi spostamenti».

Sì alle cene tra amici, no alle tavolate
Con la fine del lockdown non saranno più vietate le cena tra amici, in casa. Ma, la raccomandazione che sembra emergere è quella di evitare le tavolate. Dunque insieme sì, ma in pochi. E possibilmente in spazi molto larghi. Un modo per cercare così di rispettare il distanziamento tra le persone.
Uno scenario complicato, soprattutto per quanto riguarda i controlli. In poche parole, saranno vietate le feste private, nelle case e nelle ville. Ma una pizza tra pochi intimi non sarà più un tabù.
Nelle aree verdi niente giochi per i bimbi

Dal 4 maggio riapriranno i parchi, le ville e i giardini pubblici. All’interno di queste aree sarà possibile camminare e svolgere attività sportive purché in maniera individuale e rispettando il distanziamento di almeno un metro dalle persone. Non sarà possibile, invece, giocare a calcio, basket e volley tra amici. Allo stesso tempo c’è un dibattito in corso sulle aree giochi dei bambini. Dovranno essere monitorate per evitare raggruppamenti. Altrimenti l’indicazione è quella di proibirne l’utilizzo.
Lo shopping partirà con lentezza

Nella prima fase della ripartenza i centri commerciali (al di là di quelli che vendono generi alimentari) rimarranno chiusi. Stesso discorso anche per i mercati rionali. Il caffè sarà possibile prenderlo ad asporto invece, così come il cibo dei ristoranti. Alcune regioni, come Veneto e Toscana, hanno già autorizzato questo tipo di servizio per venire incontro alla crisi di questo segmento commerciale. Mascherina e guanti saranno obbligatori per chi entrerà nei negozi e in tutti i locali pubblici.

I divieti non potranno essere allentati
Le date e le modalità di riapertura saranno valide per tutto il territorio nazionale. Questo non vuol dire che le Regioni non avranno un ruolo perché potranno tenere chiusi alcuni settori. Le Regioni però non potranno aprire più settori o anticipare alcuni riavii. Resterà il potere dei prefetti di autorizzare riavvii di singole imprese a seconda di esigenze strategiche o particolari. L’intero piano ruoterà intorno all’indice di contagio (l’ormai famoso fattore R0) che non a caso oggi è stato indicato Regione per Regione dall’Istituto Superiore di Sanità.

Le uscite con tutta la famiglia
Nella fase due saranno possibili anche le passeggiate delle famiglie. A differenza di quanto sta accadendo e durerà fino al 4 maggio, i bambini potranno camminare per strada con entrambi i genitori.
Al momento, come si sa, questo non è consentito. I piccoli possono uscire nei pressi di casa in compagnia di un solo genitore. Le famiglie, invece, non saranno obbligati a rispettare il distanziamento di almeno un metro. Ma il nucleo di persone non potrà comprendere altri componenti.