REGIONALE – La storia è comune a quella di tante famiglie colpite tragicamente dal coronavirus. Questa, però, è particolarmente drammatica e merita di essere raccontata perché, al centro, c’è anche una bambina di appena nove anni.

Il papà, poco più di quarant’anni, operatore finanziario vomerese, senza alcuna malattia pregressa, ha perso la vita la scorsa settimana fulminato dal virus in pochi giorni. Qualche linea di febbre, poi i classici dolori muscolari, la tosse e l’affanno. Infine, lo svenimento mentre cercava di raggiungere il bagno. Inutile – su consiglio del medico di famiglia – il ricovero all’ospedale Cotugno dopo quattro di influenza curata tra le pareti domestiche, così come il protocollo sanitario chiede di fare. L’uomo è morto in terapia intensiva a poche ore dall’arrivo. La mamma della bambina, molto giovane anche lei, è risultata positiva al test al quale i medici del Cotugno l’hanno sottoposta subito dopo la morte del marito: le sue condizioni, per fortuna, non sono troppo gravi ma la donna sta ugualmente combattendo contro i sintomi di una malattia che – durante il decorso – come hanno più volte spiegato gli stessi sanitari, può riservare sempre nuove sorprese.

E la piccola? Niente tampone per lei che – al momento – non sembrerebbe avere particolari problemi di salute. La bambina è costretta a rimanere a casa con la madre che passa buona parte della giornata a letto con la speranza che la febbre scenda quanto prima e il nuovo test sia negativo. Impossibile trasferirla presso l’abitazione dei nonni che – racconta un amico di famiglia che ha denunciato la vicenda – l’accoglierebbero anche molto volentieri, ma – benché in assenza di particolari patologie – la nipotina potrebbe rappresentare un grave pericolo per loro.

Come ormai è fin troppo noto gli over 65 costituiscono una delle categorie maggiormente a rischio e particolarmente vulnerabile rispetto alle infezioni virali. Da qui l’impossibilità di mettere insieme nonni e nipotina. Stesso discorso anche per gli altri parenti preoccupati che la bambina – se pure attualmente in perfetto stato di salute – potrebbe essere una portatrice sana. Gli esperti, infatti, sembrerebbero tutti d’accordo nel ritenere che il contagio asintomatico è tecnicamente possibile e, in questo caso, con due genitori contagiati anche altamente probabile. La prudenza, dunque, è d’obbligo: nel periodo a rischio per la trasmissione asintomatica rientra anche quello che intercorre tra il contagio e la comparsa della febbre. Che fare dunque? A chi affidare la bambina per evitare che continui a vivere in casa con la madre affetta da coronavirus? Ma più in generale: che cosa succede ai bambini, se entrambi i genitori contraggono insieme il coronavirus?