REGIONALE – Ombrelloni a distanza di sicurezza, mascherine, sanificazione. «Noi siamo pronti, ma diteci se possiamo aprire e cosa fare per metterci in regola». I gestori dei lidi fanno appello al governo in vista dell’estate sempre più vicina. Regole certe per accogliere la clientela in spiaggia ai tempi del Coronavirus.
Un’azienda ha progettato su una spiaggia della riviera romagnola box trasparenti con pareti di plexiglass e profili in alluminio, di 4,5 metri per lato con un “accesso” da un metro e mezzo di ampiezza. Ma tra le proposte c’è anche quella quella di lasciare almeno tre metri tra un ombrellone e l’altro, in aggiunta a barriere di plexiglass da interporre tra ogni coppia di lettini.

Complesso ipotizzare misure di sicurezza identiche per ogni genere di spiaggia. Solo in Campania si passa dagli enormi lidi, con grandi spazi a disposizione, a piccole insenature dove è possibile ospitare solo pochi lettini e ombrelloni. Poi c’è il problema delle scogliere senza controlli come a Marechiaro o alla Gaiola e delle spiagge libere. Sono meno preoccupati per regolamentare gli ingressi i gestori dei lidi a Nord di Napoli e del basso Casertano, che si estendono da Varcaturo fino a Mondragone, e altrettanto quelli del Cilento.

Più complessa è la situazione sulle isole. Tutti sono però consapevoli che la prossima estate, se i lidi riapriranno, non sarà come quelle passate. Gli stabilimenti saranno costretti a ridurre la propria offerta dal 30 all’80. Ombrelloni e lettini dovranno essere posti a distanza di almeno due metri l’uno dall’altro e poi bisognerà predisporre tanti accorgimenti come la sanificazione continua di bagni e docce o, per bar e ristorazione, servire con materiali monouso. Per evitare calche e assembramenti si prevede di consentire l’ingresso solo su prenotazione. Un decalogo da scrivere in fretta per consentire a gestori e clienti di organizzarsi per tempo e far ripartire almeno l’indotto del turismo.

«Noi – racconta Riccardo Scarselli, proprietario del celebre lido Bikini di Vico Equense – siamo certi che anche il presidente De Luca mostrerà attenzione a questo problema che incide così tanto sulla nostra economia». In queste ore si sta cercando di avviare una conferenza dei servizi per mettere a punto delle comuni norme di comportamento. «Magari – spiega Scarselli – una mano potrà darcela proprio il mare, le persone avranno più difficoltà a contrarre il virus o contagiare gli altri».

È la stessa speranza dei gestori degli stabilimenti di Bacoli, come il Beach Brothers di Miseno, dove il proprietario Guglielmo Veca chiede che almeno venga concesso di approntare i primi interventi di manutenzione della spiaggia come consentito in Emilia-Romagna e Liguria. «Per mettere in funzione un lido – spiega Veca – serve almeno un mese». Tutti i gestori sono però concordi che l’idea di recintare lettini e ombrelloni con pannelli in plexiglass – come proposto da qualche azienda – sia irrealizzabile.