Caserta. (O.S.). Il Consorzio di bonifica del Bacino inferiore del Volturno è un ente pubblico di Terra di Lavoro e, in quanto tale, risente di tutti quei ‘difetti’ tipici della gestione della cosa pubblica in questa provincia. Il risultato è che il Consorzio di Bonifica appare nelle stesse condizioni di un Comune qualsiasi: inefficiente e pieno di debiti. L’inefficienza, nella pubblica amministrazione, è data sempre dal comportamento degli attori, burocrati o politici che essi siano, e al Consorzio di Bonifica ce ne sono in abbondanza di tecnici e di politici dunque è chiaro che, in determinati momenti amministrativi, si possono verificare situazioni al limite del paradosso.

L’ultimo caso riguarda l’affidamento dei servizi di riscossione volontaria e coattiva. In buona sostanza, per chi non è avvezzo alla materia, il meccanismo è semplice: gli imprenditori che usufruiscono dei servizi dei Consorzi pagano una tassa. A raccogliere le tasse del Consorzio non è il Consorzio stesso ma la società Campania Bonifiche srl che svolge lo stesso servizio anche ai Consorzi di Napoli e Volla, e in quello del comprensorio di Sarno. Questi due, con il consorzio del Volturno sono i tre soci ‘pubblici’ di Campania Bonifiche srl mentre il quarto socio è la società di riscossione privata Ge.fil. con sede in Liguria a La Spezia.

Chiariamo il punto che è fondamentale: Campania Bonifiche è a tutti gli effetti una struttura esterna ai consorzi con propri vertici dirigenziali ma è chiaro che la politica gioca un ruolo di primo piano e questo ha creato un fitto intreccio che non ha semplificato la gestione delle attività. Il presidente di Campania Bonifiche, Alfonso De Nardo, arriva proprio dal Consorzio di Bonifica del Volturno dove venne nominato commissario dal Governatore Antonio Bassolino. L’amministratore Gino Marotta arriva dal comprensorio nocerino-sarnese, dove è stato Commissario del locale consorzio prima di essere eletto, nel 2015, sindaco di Celle di Bulgheria. La figlia del primo cittadino, altro esempio di come casualmente consorzi, gefil e campania bonifiche si possano intrecciare, era stata assunta prima dal consorzio del Volturno e poi dalla Gefil.

Nonostante questa fitta trama di singolari e quotidiane situazione, la gestione dei Consorzi non brilla per efficienza e lo stesso si può dire per Campania Bonifiche. I risultati di tanti anni di gestione portano segno negativo. Tanti, troppi, sono i debiti accumulati. Per fronteggiare l’emergenza Campania Bonifiche ha così indetto una gara d’appalto per affidare il servizio di riscossione volontaria e coattiva dei ruoli consortili.

Qua l’attenzione va raddoppiata con una specificazione. I ruoli volontari sono le imposte che gli imprenditori agricoli pagano ‘spontaneamente’ presentandosi agli uffici del consorzio. I ruoli coattivi sono quelli ‘forzati’, quando un Ente è costretto a mandare avvisi e poi a rivolgersi a dei legali per ottenere le ‘tasse’ dovute. Va da sé che la riscossione coattiva comporta delle spese e per questo motivo, nel corso degli ultimi anni, sono sorte le famigerate compagnie di riscossione. Va altrettanto logicamente da sé che la riscossione volontaria non comporta spese. Affidando a terzi il servizio volontario si rende, di fatto, costoso anche quello che costoso non dovrebbe essere. E non è questa l’anomalia più grande di tutta la faccenda.

La società Campania Bonifiche ha messo all’asta l’affidamento dei ruoli per i tre consorzi, la riscossione volontaria (dal 2017 al 2021) e quella coattiva (dal 2014 al 2021) per un valore complessivo di 13 milioni 427mila 904,24 euro oltre le spese postali e l’Iva. Le aziende potevano partecipare al bando entro il 4 luglio e, sei giorni dopo, si è riunita la commissione per aggiudicare la gara. Presenti il Presidente Luigi Daniele, direttore generale del consorzio di Sarno, Francesco Raucci, dirigente del consorzio del Volturno, Nicola Pica, legale del Consorzio di Napoli e Volla, e Gerardo Gustavo, capo ufficio del consorzio di Sarno con funzione di segretario.

I quattro funzionari, in verità, hanno avuto poco da lavorare. Un’impresa riuscire a capire come la gara fosse andata a finire. Gli esiti, infatti, non sono stati pubblicati né sul sito del Consorzio di Bonifica Inferiore del Volturno, né in quello di Campania Bonifiche, né sul sito del consorzio di Sarno (legge sulla trasparenza, questa sconosciuta!). Timidamente solo l’avvocato Pica avrà avuto un influsso benefico sul consorzio di Napoli e Volla che ha pubblicato gli esiti.

A vincere la gara sulla riscossione da quasi 13milioni e mezzo di euro indetta da Campania Bonifiche è stata la Gefil che si è presentata sotto forma di raggruppamento temporaneo di imprese associata alla ditta EL.FO. spa di Padova. Quindi non è sbagliato scrivere che chi ha indetto la gara ha vinto la gara visto che Gefil è consorziata a ElFo e socia al 26% di Campania Bonifiche. Nel frattempo i lavoratori del consorzio del Volturno attendono ancora mesi di stipendi arretrati con buona pace della politica e dei burocrati.