La Reggia di Caserta

Caserta (Pino Giuliano). La provincia di Caserta fanalino di coda nella classifica della vivibilità stilata dal Sole 24 Ore per il 2017. Perde due posizioni rispetto al 2016 classificandosi dopo Taranto e Reggio Calabria al centodecimo posto con un punteggio di 370 voti, ben 213 punti in meno rispetto a Belluno prima classificata. Caserta si classifica al centodecimo posto per il capitolo Ricchezza e Consumi  dove vengono raccolti gli indicatori più economici. Redditi e risparmi non rappresentano, da soli, parametri esaustivi e sufficienti per misurare benessere e vivibilità, ma restano pur sempre pre-requisiti fondamentali. E qui uno dei sei nuovi indicatori dell’edizione 2017 è rappresentato dalla voce acquisti online, considerato che l’e-commerce non è solo un canale di vendita sempre più diffuso, ma pure un moltiplicatore di benessere, con la sua capacità di generare indotto, dai servizi di logistica ai posti di lavoro. In questa categoria il Nord fa la parte del leone, con Lombardia e Triveneto che dominano la top five, mentre la Campania fa registrare le performance peggiori. Stiamo messi male pure, neanche a dirlo, sul fronte del Lavoro ed innovazione dove ci assestiamo al centounesimo posto davanti a Reggio Calabria, Lecce, Taranto e Carbonia. In questo ambito rientrano, dunque, numero di imprese registrate per 100 abitanti, tassi di occupazione e disoccupazione giovanile (quest’anno la fascia interessata non è più 15-24 anni, ma si è allargata agli under 29), quota di export sul Pil provinciale, rapporto depositi/impieghi, start up innovative e (seconda new entry) gap retributivo di genere.  Altra nota dolente è la valutazione secondo la categoria Ambiente e Servizi, dove ci classifichiamo al centesimo posto. Nella valutazione sono stati introdotti due nuovi parametri – spesa in farmaci per abitante e consumo di suolo – che affiancano la tradizionale pagella di Legambiente sugli ecosistemi urbani e altri parametri su servizi e welfare. In questo caso la Provincia di Caserta è in controtendenza rispetto alle altre province del Sud Italia che si assestano su posizioni di medio alta classifica con Matera che rientra addirittura nella top ten.Il punteggio più confortante della nostra provincia,  63esimo posto in classifica, è quello relativo al capitolo Demografia e Società. In pratica si tratta  della quarta area d’indagine, con un indicatore nuovo di zecca: il numero medio di anni di studio degli over 25. In questo ambito, dove rientrano criteri storici (densità abitativa, tasso di natalità, indice di vecchiaia, laureati ogni mille giovani), le località alpine la fanno da padrone (vince Aosta, seconda Trento e terza Bolzano).