Carabiniere ammazzato, il più giovane si becca il carcere a vita

Carabiniere ammazzato, il più giovane si becca il carcere a vita

Maddaloni. (Mariangela Piccolomo) – Omicidio Tiziano Della Ratta. Sono stati respinti quasi tutti i ricosro per una rimodulazione delle sentenze emesse in Appello. Solo qualcuno degli imputati ha ottenuto un lievissimo sconto di pena di qualche mese, per il resto resta tutto confermato. Resta confermata dell’ergastolo per il 21enne Antonio Iazzatta, il più giovane della banda che fece esplodere il colpo di pistola fatale per Della Ratta. Relativamente al resto degli imputati, tutte le pene restano invariate, ossia: Antonio Mastropietro 17 anni,  Giuseppe De Rosa 12 anni 7 mesi, Vincenzo Della Valle 4 anni e 2 mesi, Domenico Ronga 15 anni e 6 mesi, Luca Aprea 7 anni e 6 mesi, Rosa Farina 4 anni, Antonio Capone 20 anni e Rosario Nuzzo Esposito 12 anni e 2 mesi. Il tentativo di rapina si è verificato il 27 aprile 2013 presso la gioielleria OGM di Maddaloni durante il quale è deceduto l’App. S. Tiziano Della Ratta e rimasto ferito il Mar. Ca. Domenico Trombetta, entrambi in servizio. Nel collegio difensivo gli avvocati Antonio Abet, Mario Cerbo, Felice Belluomo, Massimo Trigari e Sergio Simpatico. Mentre per le parti civili gli avvocati Giuseppe Cipullo e Marianna Febbraio. La banda è la stessa che il 27 aprile 2013 mese a punto la rapina ai danni di una gioielleria di Maddaloni, durante la quale perse la vita l’appuntato scelto Tiziano Della Ratta. Le indagini iniarono dopo la rapina ai danni di una gioielleria di Maddaloni durante la quale aveva perso la vita l’appuntato Della Ratta, e che hanno già portarono all’arresto di 11 indagati, due dei quali deceduti per le ferite riportare nel conflitto a fuoco e uno rintracciato in territorio belga, hanno ulteriormente consentito di accertare l’esistenza di un’associazione per delinquere finalizzata alla commissione di furti e rapine ed operante tra le province di Napoli, Caserta e Frosinone. Al sodalizio sono state ricondotte altre 5 rapine (3 tentate e due consumate) perpetrate tra i mesi di marzo ed aprile 2013 a Grumo Nevano, Maddaloni e Cassino, tutte perpetrate secondo un consolidato modus operandi consistente nell’effettuare un primo sopralluogo nell’esercizio commerciale da parte di due rapinatori, un uomo e una donna, compiuto simulando l’interessa all’acquisto di gioielli. La banda, composta da giovani, disponeva di mezzi di trasporto, individuati dalle videoregistrazioni e di armi (pistole di grosso calibro a tamburo e semiautomatiche). Inoltre tra i rapinatori vi erano anche donne che avevano il compito di agevolare l’ingresso dei complici all’interno delle gioiellerie.

 

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