CASAL DI PRINCIPE – Nell’ambito delle indagini era stato individuato un gruppo criminale che ruotava attorno a imprenditori edili residenti in provincia di Lucca e Caserta i quali, utilizzando prestanome e società compiacenti, molte delle quali “apri e chiudi”, si aggiudicavano decine di appalti della ASL 3 – Napoli Sud (con sede a Torre del Greco), per milioni di euro, in relazione a commesse per lavori edili, banditi per importi inferiori ai valori soglia oltre i quali sarebbe stato necessario ricorrere alle procedure ordinarie di affidamento.

“A tale scopo – spiega una nota della Guardia di finanza – il sodalizio aveva stabilito rapporti corruttivi con un dirigente dell’Asl, il quale non solo aveva aggiudicato l’appalto in violazione delle norme di trasparenza, correttezza e imparzialità, ma aveva consentito al sodalizio di conseguirne il pagamento pur in assenza di qualsivoglia esecuzione dei lavori. In questo modo, le imprese riconducibili al gruppo criminale erano risultate, a turno, aggiudicatarie di numerosi appalti per lavori falsamente attestati come avvenuti, ma di fatto in gran parte non eseguiti”.

Più recenti indagini patrimoniali, coordinate dalla procura di Firenze e svolte dal Nucleo di polizia economico-finanziaria della guardia di finanza di Lucca, hanno quindi evidenziato la “pericolosità” dei soggetti sottoposti a indagini, in quanto ritenuti “indiziati” sia di reati commessi “al fine di agevolare l’attività” dell’associazione mafiosa dei “Casalesi – fazione Michele Zagaria”, che di trarre i propri mezzi di sostentamento da delitti a sfondo patrimoniale.

Al contempo, è stata appurata la “sproporzione” del patrimonio disponibile rispetto al proprio reddito, in relazione al periodo temporale di riferimento (2013 – 2019). “Sulla base delle risultanze emerse – informa la nota – il procuratore aggiunto Luca Tescaroli e il sostituto procuratore Giulio Monferini hanno quindi avanzato richiesta di applicazione delle misure preventive personali e patrimoniali e l’Ufficio misure di prevenzione del tribunale di Firenze, valutando la sussistenza dei requisiti di legge, ha emesso il provvedimento ablatorio dei beni riconducibili ai proposti. Il patrimonio sarà ora gestito dagli amministratori giudiziari nominati dal Tribunale di Firenze. Nei confronti degli interessati è stata fissata l’udienza per la discussione in ordine all’applicazione della misura di prevenzione patrimoniale e personale della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza, con obbligo di soggiorno per anni 3 e 6 mesi”.