Maddaloni (Oreste Cresci). Si è tenuta questa mattina a Maddaloni, presso l’ex macello, la conferenza organizzata dagli autosospesi del PD in seguito alla nomina di segretario cittadino del partito conferita ad Alfonso Formato. Assemblea nella quale, tramite la persona di Angelo Tenneriello, il gruppo ha annunciato: “abbiamo inoltrato un ricorso contro il congresso che si è tenuto a Maddaloni per inadempienze procedurali. Speriamo che Renzi venga in Campania per vedere che tipo di partito è presente in questa regione ed in questa provincia”. L’esponente del gruppo ha evidenziato anche i problemi che attanagliano la città, causati dalla cattiva amministrazione: dall’edilizia scolastica ed i servizi legati alla scuola, alla massimizzazione dei tributi per i prossimi 5 anni, ai problemi legati all’ambiente ed all’emergenza rifiuti nella provincia calatina. Non ha risparmiato neanche la classe politica rea di favorire i voti di scambio e corruzione né quegli elettori che secondo lui vendono il voto: “Maddaloni è arrivata alla cronaca per reati politici quali corruzione e voto di scambio. Io dico a quelle persone: considerando che un mandato dura 5 anni, voi vendete la vostra dignità e la vostra fiducia per 33 centesimi al mese”. Sono intervenuti alla conferenza anche Giuseppe Razzano e l’onorevole Camilla Sgambato, che hanno detto la loro in merito all’attuale situazione in casa Pd: L’onorevole nel suo breve intervento ha espresso piena solidarietà al gruppo degli autosospesi, mettendo in risalto come all’interno del partito vi sia una sorta di cannibalismo dovuto alla liquidità dello stesso ed all’assenza di regole che hanno avuto come naturale conseguenza la disfatta alle elezioni Provinciali. L’ex candidato sindaco  invece, tuona contro la nomina di Alfonso Formato: “Oggi rispetto, ad un congresso che noi abbiamo chiesto, viene incaricata segretario una persona che politicamente si è assunta una responsabilità netta e contraria. Il pd non può riconoscerlo perché significherebbe smentire tutto quanto fatto e noi non possiamo starci” e sul ricorso che è stato annunciato oggi, e che noi avevamo ipotizzato qualche giorno fa: “se i vertici provinciali ritengono che il Partito Democratico possa essere rappresentato da coloro, o da colui,  che si è opposto alla nostra campagna elettorale allora noi siamo costretti a fare altro, perché rispetto ad un percorso politico c’è la dignità che non può essere messa in vendita”, aprendo dunque ad un eventuale scissione dal Pd ed alimentando dubbi sul futuro della partito a Maddaloni poiché, nel caso in cui dovesse essere accolto il ricorso, si dovranno necessariamente, istituire nuove elezioni per eleggere il segretario cittadino. È Caserta vi terrà aggiornati sul l’evolversi della situazione.