San Felice a Cancello. Archiviato il caso del piccolo Adriano De Lucia, il bimbo di San Felice a Cancello morto lo scorso 1 febbraio al Policlinico di Napoli dopo un primo soccorso all’ospedale di Caserta. Il pm Emilia Galante Sorrentino del tribunale di Napoli ha chiesto al gip di chiudere l’indagine dopo aver preso visione dell’esito dell’autopsia, arrivata a fine luglio, nella quale in trenta pagine veniva precisato che il ragazzino residente insieme alla sua famiglia nella frazione di Cancello, era affetto di displasia aritmogena del ventricolo destro su base genetica che causava un’aritmia mortale. La sentenza medica, arrivata in risposta dell’autopsia richiesta dal pm di Napoli, Galante Sorrentino, e dei medici Angelo MascoloAntonio Mirabella e Lucio Giordano, precisava che la patologia cardiaca sarebbe stata aggravata da un’acuta gastroenterite, fino a determinarne il decesso. Già a fine luglio l’avvocato della difesa Raffaele Carfora aveva escluso qualsiasi tipo di responsabilità a carico dei due nosocomi di Caserta e Napoli, presso cui il piccolo Adriano era stato soccorso. Quella di Adriano è una storia che ha commosso tutta l’intera Valle di Suessola. Il giorno dopo il decesso, avvenuto nella notte, la madre del piccolo denunciò la morte del figlio ai carabinieri della stazione di Marianella. Per questa ragione, il magistrato ordinò il sequestro della salma e delle cartelle cliniche, disponendo l’esame autoptico per chiarire in quali circostanze sia deceduto Adriano. Il bambino, secondo la prima ricostruzione dei fatti, pare arrivò in ambulanza al pronto soccorso dell’ospedale Sant’Anna e San Sebastiano di Caserta, accusando forti dolori addominali. Dai prelievi eseguiti al pronto soccorso emerse un picco glicemico molto alto che sarebbe stato seguito dalla somministrazione di liquidi a ciclo continuo, prassi per casi di questo tipo finalizzata a diluire la quantità di glucosio nel sangue, forse causa di una coagulazione alla base del dolore che tormentava il piccolo sin dal mattino. Adriano, secondo fonti ospedaliere, sarebbe stato stabilizzato e poi trasferito al II Policlinico di Napoli. Dopo l’arrivo al centro diabetologico, la situazione è precipitata: per questo Adriano è stato trasferito in sala Rianimazione dove, nella notte tra ilo 31 gennaio e il 1 febbraio, purtroppo è morto. Secondo il racconto dei familiari la sera prima della tragedia, Adriano è andato a giocare a pallone con i suoi amichetti. Non accusava nulla, stava benissimo. Poi in nottata la corsa in ospedale, il trasferimento a Napoli e il decesso