Beni confiscati, il ministro Lezzi: “La Balzana diventerà un parco agroalimentare”

Beni confiscati, il ministro Lezzi: “La Balzana diventerà un parco agroalimentare”
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SANTA MARIA LA FOSSA – La Balzana, uno dei beni confiscati più grandi d’Italia, diventerà un Parco agroalimentare di prodotti tipici campani con lo scopo di restituire sviluppo e lavoro ad un territorio che la camorra ha controllato per anni. Ma non sarà una cattedrale nel deserto». Lo ha detto il ministro per il Sud Barbara Lezzi, in visita a Santa Maria la Fossa ( Caserta) al bene denominato «La Balzana», un’ex azienda agricola di 200 ettari confiscata nell’ambito del maxi-processo ai Casalesi «Spartacus» ai capoclan Francesco «Sandokan» Schiavone e Francesco Bidognetti detto «Cicciotto e Mezzanotte», e oggi amministrata dal Consorzio di Comuni Agrorinasce. Il ministro ha partecipato al Tavolo di recupero e valorizzazione del complesso agricolo «La Balzana», annunciando uno «stanziamento immediato di 15 milioni di euro a valere sul Fondo Sviluppo e Coesione 2014-2020»; tali risorse – 7 milioni nel 2020 e 8 nel 2021 – saranno assegnate nei prossimi giorni attraverso la cabina di regia presieduta dal ministro Lezzi. I primi fondi serviranno a «ristrutturare – spiega – le numerose case oggi in stato di abbandono, che in futuro potranno ospitare studenti dell’istituto agrario». Alla Balzana sono presenti dieci immobili produttivi e dieci ville bifamiliari. Il piano per la valorizzazione del complesso «La Balzana» rappresenta il primo progetto della «strategia nazionale di valorizzazione dei beni confiscati, attraverso le politiche di coesione», la cui attuazione sarà controllata dal Tavolo di indirizzo e verifica istituito il 24 maggio scorso al Dipartimento per le politiche di coesione.

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