Caserta. Sulla caserma Sacchi in via San Gennaro sventola la bandiera della Palestina. L’ex sindaco Pio Del Gaudio si chiede se sia possibile che su un edificio pubblico, che ospita l’Anagrafe e altri uffici del Comune, può sventolare una bandiera straniera. Ovviamente, via social, la questione è finita in cagnara pre elettorale su un tema poi che poco c’azzeccava, vale a dire quello dell’immigrazione e dell’accoglienza dei rifugiati. La bandiera palestinese, tanto per stare al tema, può stare sul tetto della caserma Sacchi?

La prima cosa da dire è che no, in base alle prassi della Repubblica Italiana, la bandiera di uno stato straniero non può sventolare su un edificio pubblico. A questo punto, però, vanno aggiunti due particolari.

Il primo è che quella bandiera, tecnicamente, non è di uno Stato visto che manca da decenni un’intesa unanime della comunità internazionale sia sul riconoscimento dello stato palestinese (guidato da Abu Mazen e riconosciuto come ‘osservatore permanente’ all’Onu dal 2012) sia sulla formula ‘due popoli, due stati’ che rappresenterebbe una via d’uscita più che dignitosa dopo 80 anni di pantano diplomatico, militare e terroristico.

Il secondo è che quella parte di edificio pubblico è ‘occupato’ dai ragazzi del centro sociale Millepiani, dunque fuori dalla disponibilità dell’amministrazione che dovrebbe piuttosto dare avvio ai processi di ‘normalizzazione’ previsti dal regolamento per i beni comuni.

Detto questo, al di là della correttezza istituzionale o meno (da definire in punta di diritto internazionale), la bandiera, è facile prevedere, resterà dove è stata issata. Oltretutto chi mai al Comune, di fronte ai problemi che affossano questa città, si preoccuperebbe della bandiera palestinese?