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BANCA POPOLARE DI BARI. Ecco la ricetta dell’A.D.U.S.B.E.F. per salvare i risparmi degli azionisti


CASERTA – Ieri mattina l’A.D.U.S.B.E.F. nelle persone degli Avv.ti Maria Teresa De Bottis , Delegataria per la città di Caserta e Provincia e Vincenzo Laudadio Vice Presidente Adusbef Puglia hanno illustrato ai giornalisti e agli azionisti intervenuti la complessa vicenda della BANCA POPOLARE DI BARI.

Innanzitutto hanno evidenziato che non è solo interessato il territorio della Regione Puglia, ma anche quello della Campania con le sue circa 50 filiali, il Mezzogiorno tutto, anzi quasi l’intera Italia considerato che dalla collocazione delle Filiali della Banca, comprese quelle banche acquistate Tercas e della Banca di Risparmio di Orvieto, come risulta dalla seguente mappa delle Agenzie.

Senza entrare nel merito delle Responsabilità penale e di natura amministrativa che sarà la magistratura ad accertare, gli avvocati hanno spiegato che allo stato la strada più conveniente per tentare di recuperare almeno in parte i risparmi, investiti in maniera ignara in titoli illiquidi e quindi per definizione rischiosi, è il ricorso all’Arbitro delle Controversie Finanziarie, che risulta la azione meno costosa e più rapida rispetto ad un giudizio, pure se ad oggi i tempi si sono allungati per i centinaia di ricorsi depositati.
Tuttavia occorre valutare caso per caso in quanto solo gli azionisti che hanno acquistato negli ultimi dieci anni o coloro che hanno interrotto la prescrizione possono percorrere questa strada.

Contemporaneamente Adusbef ha avanzato tanto ai Commissari di BPB quanto agli altri interlocutori istituzionali, una soluzione di sistema volta a restituire liquidabilità alle azioni , a tutelare i soci BPB a prescindere dalla data di acquisto e restituire fiducia al sistema.
In particolare una delle proposte fatte nel corso dell’ incontro del 4 febbraio scorso è stata quella di garantire a tutti gli azionisti clienti retail un concambio alla pari rispetto alle azioni possedute con le azioni della nuova banca sotto forma di azione privilegiata che garantisca ogni anno un rendimento del 2%, nonché una sorta di diritto di recesso rafforzato che gli azionisti potranno esercitare con la trasformazione in SPA .
In ogni caso si è chiesto ai Commissari che il nuovo piano industriale preveda misure per l’indennizzo degli azionisti.

E’ stato anche chiesto alla Banca di non fare ostruzionismo nel rilascio della documentazione che buona parte degli azionisti non ha e che è condizione essenziale per il reclamo e quindi ricorso all’A.C.F, importante per poter sedere al tavolo delle trattative.

La Associazione è in ogni caso a disposizione dei propri associati e di tutti coloro che fossero interessati anche solo a chiedere informazioni ai seguenti indirizzi mail ADUSBEFUTENTI@GMAIL.COM o presso tutti gli sportelli dell’associazione presenti su tutto il territorio nazionale, consultabili al sito www.adusbef.it/sedi.

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