Area archeologica abbandonata, l’associazione Terra Mia si offre di gestirla gratuitamente

Area archeologica abbandonata, l’associazione Terra Mia si offre di gestirla gratuitamente
Mondragone (Maria Assunta Cavallo). Mondragone non è solo un luogo di mare, di sole, di prodotti tipici locali, ma è molto di più perché oltre alle bellezze naturali, possiede un patrimonio storico-culturale di grande valore. Si tratta in quasi tutti i casi di aree archeologiche non presidiate da addetti alla vigilanza e non fruite dai visitatori che godono di quel minimo di manutenzione consentita dai limitati fondi disponibili dell’amministrazione comunale. È doveroso citare i numerosi ambienti e reperti archeologici riportati alla luce dagli scavi degli ultimi anni come ad esempio la straordinaria scoperta degli ambienti di grandi dimensioni appartenenti ad una casa colonica databile all’epoca romana, dove si produceva il vino Falerno, edificata nel III secolo A.C. tra il Monte Petrino ed il Monte Massico. Sito Rocca Montis Dragons, scavo di età medievale, in concessione dalla Soprintendenza Archeologica della Campania e che ha visto negli ultimi anni la partecipazione di studiosi e studenti da ogni parte del mondo. Ma c’è molto altro ancora. Aree che non devono essere destinate al loro declino per colpa di una mancata strategia di valorizzazione a lungo termine, ma che devono essere destinate alla loro tutela e valorizzazione grazie anche alla buona volontà di quelle persone che mirano alla rinascita del territorio. L’aspetto rilevante è dunque il tema della gestione delle risorse archeologiche, della loro conservazione, nella prospettiva di uno sviluppo territoriale locale sostenibile. Per questi motivi, l’Associazione “Terra Mia” sia alla Giunta dell’ex sindaco Schiappa che a quella del Sindaco Pacifico, ha proposto in forma del tutto gratuita, la gestione indiretta dei beni archeologici, ai sensi dell’articolo 115 del Codice Urbani, concessione a terzi anche in forma congiunta ed integrata, da parte del Comune di Mondragone. La proposta è tesa a migliorare in generale l’attrattiva e la qualità del territorio grazie alla valorizzazione delle sue risorse ambientali, culturali e paesaggistiche, con misure di tutela e di gestione mirate ad un turismo sostenibile. Si pone come obiettivo principale la fruizione di siti archeologici attraverso una collaborazione congiunta fra archeologi, architetti ed enti locali ciascuno secondo le proprie competenze e nell’ambito delle proprie responsabilità, al fine di rendere quanto più completa e approfondita la conoscenza dello straordinario patrimonio archeologico”. Nel sottolineare sempre più l’importanza che il patrimonio culturale riveste come fattore di dialogo interculturale, di integrazione sociale, di sviluppo territoriale, non si comprendono le ragioni del silenzio dell’amministrazione Comunale davanti ad una proposta di indubbio interesse sociale. Vogliamo ricordare un piacevole aneddoto di qualche tempo fa, quando sembra che un pullman con a bordo turisti tedeschi di passaggio nella città rivierasca, arrestò la sua marcia per consentire ai passeggeri di mirare gli scavi di straordinaria bellezza, in prossimità del cimitero. Ma non potendovi accedere, fecero dietro front.
E se si fa un salto in tripdvisor possiamo trovare delle recensioni riguardo alle Aree archeologiche Mondragonesi come quella di un utente di Treviso che scrive: “ la visita all’Area archeologica di Sinuessa, nei pressi del paese Campano di Mondragone, non è possibile. Chiusa al pubblico”. Si spera dunque che qualcuno possa fare leva sulla propria coscienza e donare ai visitatori uno spettacolo non ancora portato in scena.

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