MADDALONI (bv) . Ambito Territoriale C2: Maddaloni è di nuovo capofila. Per il posto di nuovo coordinatore, per il dopo Mataluna, spunta la dottoressa Maddalena Varra, funzionaria dei servizi sociali con mansioni dirigenziali grazie all’attribuzione di posizione organizzativa. Dopo più di tre anni e mezzo di gestione dei servizi sociali da parte dell’Ente di Santa Maria a Vico la responsabilità torna nelle mani del Comune calatino. Il nuovo commissario prefettizio Benedetto Basile durato in carica solo un mese, ha subito affrontato l’empasse in cui si trovava il comparto. E’ stato, infatti, nell’ultima riunione di coordinamento istituzionale che si sono stabiliti i termini del nuovo accordo con l’ambito che vede, oltre a Maddaloni e Santa Maria a Vico, anche la presenza dei Comuni di San Felice a Cancello, Arienzo, Cervino e Valle di Maddaloni. Il ruolo di capofila dell’ambito che è da sempre appartenuto a Maddaloni era passato, nel 2014, all’ente sammaritano. La decisione fu presa dall’allora commissario inviato dalla Regione, per dirimere l’intricato bandolo della matassa. Alla base l’accordo tra l’allora sindaco di San Felice a Cancello Pasquale De Lucia e il sindaco di Santa Maria a Vico Pirozzi che, per puro disegno politico, volevano escludere Maddaloni dal ruolo di capofila. Il via libera burocratico del commissario e la mancata sintesi tra i comuni fecero cadere la scelta proprio sul comune diretto da Pirozzi. Una scelta che, evidentemente, negli anni, si è dimostrata poca attenta e accurata in quanto, il Comune di Santa Maria non disponeva e forse non dispone nemmeno oggi della capacità economica e gestionale per l’attività dell’ambito. Con il nuovo commissario, la musica è cambiata e la gestione è tornata a Maddaloni. Fuori dai giochi il coordinatore storico dell’ambito Vincenzo Mataluna. Il suo ruolo, molto probabilmente, sarà ricoperto dalla dottoressa Maddalena Varra, funzionaria con posizione organizzativa del comparto servizi sociali. La convenzione parla chiaro: il ruolo di responsabile del piano sociale di zona spetterà al funzionario di categoria D del Comune capofila. In ultimo ma non per ultimo rimane l’annoso problema dei servizi, attualmente fermi al palo e delle gare d’appalto dal momento che ormai, per alcuni settori, si procede con continue proroghe. L’auspicio è che il prefetto Basile metta mano anche a questo settore, riattivando tutti i servizi previsti dal piano di zona ed anzi arricchendo quest’ultimo con una programmazione che tenga realmente conto delle esigenze delle persone che combattono ogni giorno una battaglia solitaria.