CASERTA (red. cro.) – E’ stata la Corte di Cassazione a scrivere l’ultimo capitolo dell’ormai nota lottizzazione in area Saint Gobain targata Capacchione. I giudici hanno dato infatti ragione alla Procura di Santa Maria Capua Vetere che, per tramite del sostituto procuratore Alessandro Di Vico, aveva presentato ricorso contro la decisione della corte d’Appello di Napoli a cui si erano rivolti i legali dell’imprenditore Salvatore Capacchione per ottenere il dissequestro delle aree alla periferia del capoluogo. La vicenda giudiziaria nasce dall’indagine della Procura della Repubblica volta a contestare il permesso a costruire rilasciato da Carmine Sorbo, secondo gli inquirenti anche in carenza di poteri avendo solo il giorno dopo, l’allora sindaco Pio Del Gaudio, delegato Sorbo alla gestione dei progetti di Housing-Sociale. Il maxi progetto della Planta Global srl prevedeva la realizzazione di 304 appartamenti (in regime di housing sociale finanziato dalla Regione Campania) oltre ad aree commerciali per negozi e uffici serviti da due piani interrati destinati ai parcheggi. Se l’indagine, stralciata e archiviata la posizione di Del Gaudio, è andata avanti lo ha fatto nonostante il colpo del dissequestro oggi revocato. In questo modo l’area torna sotto chiave e le parti in causa, Procura e Capacchione, dovranno attende, nel merito del sequestro, un nuovo giudizio di secondo grado presso una diversa sezione della corte d’Appello di Napoli. Difficile dire, a questo punto, cosa potrebbero decidere i magistrati partenopei.