Educatori sociali, gli esclusi domani in Comune per protestare con la Corvino e Iovino

Caserta. Si ritroveranno domani mattina sotto al comune di Caserta gli educatori sociali che, negli scorsi anni, hanno realizzato il servizio di assistenza domiciliare e scolastica per i bambini in difficoltà del capoluogo. Già mercoledì scorso una loro delegazione era stata ricevuta dall’assessore Corvino e dal dirigente Marcello Iovino. La vicenda è non poco complessa e, come rare volte accade, l’amministrazione comunale potrebbe essere nella ragione anche se un errore burocratico rischia di annullare il servizio ‘educativo’ agli studenti che dovrebbe prendere il via nei prossimi giorni.

Partiamo dal principio. L’amministrazione comunale, come tutti gli anni, ha deciso di attivare il percorso assistenziale che si attiva, in special modo contro la dispersione scolastica, su richiesta delle stesse istituzioni scolastiche del territorio.

Le scuole avvisano le Politiche Sociali di quali studenti necessitano di un aiuto. Non stiamo parlando di alunni disabili o malati, per cui sono attivi gli insegnamenti di sostegno, ma di assistenza che potrebbe essere definita di ‘contesto’. Una attività che si esercita soprattutto quando si discute di famiglie che attribuiscono poco valore all’istruzione. Per fronteggiare la dispersione il Comune utilizza una serie di professionalità appositamente ricercate.

Quest’anno, a differenza degli altri anni, nonostante il ritardo con cui sono state attivate le procedure (il servizio partirà a febbraio, dunque al secondo quadrimestre), il Comune ha deciso di incaricare (scelta neanche campata in aria) professionalità dotate almeno di diploma (o di laurea). Una scelta che ha tagliato fuori la gran parte degli educatori attivi negli scorsi anni, incaricati in buona sostanza, durante il ‘regno’ di Enzo Ferraro e Pino Gambardella. La maggior parte di questi non possedeva neanche il diploma anche se era possessore dei diplomi di operatore socio-assistenziale e operatore socio-sanitario (osa e oss).

Gli esclusi, quindi, ribadiranno con forza le loro ragioni all’assessore Mirella Corvino (critica essa stessa sulla gestione delle politiche sociali comunali e appena rientrata dopo due giorni di dimissioni) e al dirigente Marcello Iovino. A questo punto, però, il rischio è che, qualora il bando non avesse previsto l’esclusione dei non diplomati/laureati, si possa arrivare all’annullamento delle procedure.

Una ripetizione delle stesse, significherebbe una perdita ulteriore di tempo e, in definitiva, l’annullamento dei benefici del servizio di assistenza per gli studenti destinatari.

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