Rifiuti, il comitato civico contesta i dati sulla differenziata e lancia l’allarme sui sacchetti abbandonati. LE FOTO

San Felice a Cancello. Abbiamo appreso dalla stampa cartacea che il Comune di San Felice a Cancello, secondo i dati ufficiali diffusi dalla DITTA APPALTATRICE DEL SERVIZIO RACCOLTA RIFIUTI, è un comune riciclone, con la raccolta differenziata che si attesta al 67%. Ci vien da dire: buon per noi cittadini di San Felice a Cancello!! … Adesso finalmente si inizieranno a tagliare i costi del servizio!  Ma è solo un attimo perché poi la perplessità ci assale e una domanda martella le nostre menti: ma anche i cumuli di rifiuti abbandonati nei parcheggi, lungo le strade, lungo la famosa bretella di collegamento tra via Napoli e via Polvica, hanno contribuito a far sì che il comune sanfeliciano rientrasse in quelli cosiddetti RICICLONI? Hanno concorso a realizzare quel famoso 67%? Nell’articolo in questione si afferma anche che i cumuli di rifiuti abbandonati rientrano in quella categoria che possono essere facilmente smaltiti senza violare nessuna norma, come bottiglie di plastica, di vetro, qualche scatola di alluminio, cosa questa, sempre a detta dell’articolo, accertata dai Vigili Urbani di San Felice a Cancello. Se così fosse, dovremmo sostenere, senza tema di smentita, che tutti i vigili di San Felice a Cancello (quei pochi che ormai sono rimasti nel ruolo) soffrirebbero di gravissimi problemi visivi. Ma noi sappiamo che i vigili non hanno mai detto un’eresia del genere.  Da mesi e mesi, giacciono abbandonati grossi pneumatici, gomma di ogni tipo, materassi, elettrodomestici, computer, materiale di tipo sanitario (sacche di urina, pannolloni), residui di asfalto, materiali di risulta da lavori edili, cassette di plastica, bidoni, polisterolo, coperte, residui di roghi in cui si è bruciato di tutto e di più. Se tutto questo che stiamo riportando non è vero, come mai la ditta appaltatrice non ha rimosso quei pochi rifiuti innocui che giacciono abbandonati?  Ci viene un dubbio. Noi siamo malpensanti. … Vuoi vedere che è cominciata la corsa allo scaricabarile?  Al “Comitato Terra Mia” non interessano questi giochini di corridoio. Qualcuno, quando suggerisce cose inesatte, forse dimentica che la situazione di alcune zone del comune, come quella della bretella in questione, è nota da tempo immemore. I rifiuti erano ben visibili molti e molti mesi fa (e lo sono tutt’ora) a chi attraversa quella strada. A Giugno 2017 al Comune di San Felice a Cancello fu consegnata da un cittadino formale denuncia sul degrado di quel luogo. Ad Agosto dello stesso anno altri cittadini di Cancello Scalo fecero analoga denuncia alla locale Stazione dei Carabinieri. A Novembre, dopo un ennesimo incendio di rifiuti in quella zona, spento dai Vigili del Fuoco (che si presume abbiano redatto un verbale della propria opera), il Comitato Terra Mia incontrò al Comune di San Felice a Cancello i Commissari ed il Funzionario dell’Ufficio Ambiente. Nel corso di quell’incontro, tra i tanti problemi, si parlò a lungo della discarica che oramai esiste nell’area oggetto dell’articolo. Ci fu comunicato che le attività di bonifica erano di competenza della Provincia di Caserta e che comunque ci sarebbe stato un intervento formale (dopo quasi un anno…) verso l’ente per intimare la rimozione dei rifiuti. Ad oggi è noto che la Provincia di Caserta ha rigettato l’intimazione fatta dal Comune ricorrendo al Tar, sostenendo che le tasse vengono pagate in loco e quindi spetta al comune rimuovere i rifiuti unitamente a tutte le altre attività perviste dalla normativa vigente. In questo quadro desolante e desolato, il “Comitato Terra Mia” ha avviato azioni legali a tutela della salute dei cittadini di Cancello Scalo, nonché per il decoro della frazione.  A tutt’oggi, come già detto, i rifiuti giacciono e si moltiplicano: segno evidente del fallimento di chi istituzionalmente ha il compito di prevenire questo crimine e riportare al decoro le zone interessate. Il “Comitato Terra Mia” attende fiducioso cha la Procura, il Prefetto di Caserta, il NOE, l’Arpac, ciascuno per le proprie competenze, accertino la verità e le responsabilità, e che poi si proceda con celerità alla bonifica dell’area nell’esclusivo interesse della salute dei cittadini.

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