MONDRAGONE. Tra le note di Povia e i “temi” di Alemanno: no alla sostituzione etnica degli italiani, sì ad un commissariato in città

 

MONDRAGONE – (Max Ive) – “Chi canta prega due volte”. E’ una citazione che possiamo abbinare all’evento organizzato stasera da Gianni Morrone di Altrnativa per Mondragone, presso il salone Francescano in piazza San Francesco nella cittadina rivierasca. Ovviamente, non va confuso il sacro col profano, quando ci si ritrova di fronte ad un meeting culturale e politico in vista delle elezioni. La citazione utilizzata serve solo a far comprendere ai lettori che con la musica del noto artista e cantautore Povia, alcune argomentazioni politiche esplicitate dal leader del Movimento Nazionale per la Sovranità, Gianni Alemanno sono state assorbite meglio dai presenti, soprattutto quando in gioco c’è il destino dell’Italia che il 4 marzo è chiamata a scegliere i propri rappresentanti in Parlamento.
In sala dopo una visita lampo del presidente della Provincia, Giorgio Magliocca, sono giunti, Ciro Gurriero e Marco Cerreto, membri del suddetto schieramento che hanno accompagnato “a braccio” gli interventi politici e musicali altelenanti di Povia e Gianni Alemanno.

Presenti alla kermesse anche gli assessori Giuseppe Piazza, e Sandro Rizzieri, nonché il presidente del Consiglio Claudio Petrella che ha portato in sala il saluto dell’amministrazione comunale e dei componenti del Consiglio comunale di Mondragone. I temi affrontati sono quelli, che purtroppo, da qualche anno sono particolarmente sentiti dalla cittadinanza e dagli elettori: la sicurezza, l’immigrazione incontrollata, il difficile rapporto tra cittadini e istituzioni europee, il delicato equilibrio tra la sovranità nazionale e i vincoli economici e monetari imporsti dall’Europa delle Banche e dell’alta Finanza.
Tra dati, video, citazioni di premi nobel, il cantautore con tanto di pennetta laser ha affrontato e mostrato, anche con una certa padronanza, problematiche complicate ed articolate legate ai flussi migratori interconnesse all’indecoroso scenario dell’offerta lavorativa a basso costo del mondo del lavoro italiano e alla delocalizzazione all’estero di molte imprese. In sala è caduto il silenzio quando è stato mostrato un documento dell’Organizzazione delle Nazioni Unite, con tanto di prospettiva di “sostituzione” etnica del popolo italiano… A questo punto il dibattito è stato incentrato sul discusso e criticatissimo tema dello Ius soli, sul milione di immigrati irregolari fatti circolare in Italia che si aggiungono ai 5 milioni di regolari…; sull’invecchiamento della popolazione e sul calo vertiginoso dell’indice della natalità nel Bel Paese.
Attraverso anche delle domande poste dal pubblico, poi sono stati toccati temi pertinenti il Sud, la storia dell’Italia Meridionale ed è stato, a questo punto, riproposto un vecchio spettro che si riaffaccia nello scenario geopolitico della storia europea alla stregua di un perentorio monito: “non permettiamo che i paesi dell’Europa del Sud, soccombano a quelli del Nord Europa, così come è accaduto per il regno delle Due Sicilie”. E qui dopo un videoclip, Povia ha sventolato orgogliosamente una bandiera del Regno delle Due Sicilie, raccontando non solo le sue origini pugliesi, ma gli antefatti di una porzione d’Italia “impoverita” da una storia tutta da “rivisitare”, anche in chiave di lettura europea, in considerazione del predominio economico dei banchieri tedeschi e di una moneta che ha “tolto le chiavi” alla sovranità dei cittadini e delle istituzioni dei singoli paesi europei. Alla fine è stata letta una lettera del referente nazionale del sindacato della polizia PNFD con tanto di proposte e aspettative per quanto concerne il comparto degli agenti di polizia. E’ stata rilanciata in sala anche la proposta di richiedere al Ministero degli Interni un commissariato di Polizia con sede a Mondragone.
Ovviamente, è un’iniziativa che dovrà tenere anche conto del fatto che il commissariato di Castel Volturno da anni è sottorganico. Dopo i saluti di rito, è stata data la possibilità ai presenti di avvicinarsi a Povia per una foto e un autografo, con tanto di stretta di mano e abbracci.

 

 

 

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