Legàmi al Palazzo delle Arti di Capodrise, sei artisti ‘sfidano’ l’oscurità delle relazioni umane

Capodrise. In un tempo soggetto all’evaporazione dei valori, interrogarsi sul senso dei legàmi equivale a incedere verso il buio, nel trionfo, enfatizzato, di un godimento cieco e mortale improntato all’io. Fuori, dentro e per il Palazzo delle Arti di Capodrise, dal 17 dicembre al 20 gennaio 2018 (vernissage, 17 dicembre, alle 17.30), Raffaele Boemio, Mario Ciaramella, Diana D’Ambrosio, Sergio Gioielli, Andrea Martone e Vittorio Vanacore sfideranno quel buio e si spingeranno, e i visitatori con loro, nell’oscurità delle relazioni umane. Pareti, soffitti e spazio urbano “dialogheranno” con nuvole di terracotta, pietre segnate dal tempo, presenze animali, rocce vulcaniche, aratri, corde tese a segnare rotte su cui viaggiano, fragilissime, barchette di carta.  “Ognuno – rivela Michelangelo Giovinale, curatore della mostra – ha forgiando l’opera fra le mura del Palazzo, come in un sogno; luogo in cui, scrive Freud, le immagini, le memorie e i legàmi ereditati si imprimono indelebili. Sono sei istallazioni che ricolmano un vuoto, non solo fisico; creano una falla, un varco, per riemergere da quel silenzio che bisogna tornare ad ascoltare”. Mentre erano al lavoro, gli artisti sono stato ripresi e si sono raccontati al regista Alessandro Musone; i ritratti confluiranno, poi, nel cortometraggio “Sequenze creative”, che sarà proiettato il 22 dicembre, nell’anteprima di un confronto tra artisti e città. Il raduno, domenica, è previsto in piazza Aldo Moro, nello slargo antistante il Municipio; lì, sarà “animata” l’opera di Boemio, costituita da un aratro che affonda il suo vomere nel cemento: dal suolo affiorerà un raggio di luce metafora di un’esistenza in cui l’uomo può sentirsi libero. «Per la prima volta – dichiara il sindaco Angelo Crescente –, abbiamo, letteralmente, aperto un cantiere dell’arte. Con Boemio, il Palazzo ha iniziato a mantenere la seconda delle promesse per cui è stato “rigenerato”: costruire Capodrise contemporanea e con quell’aratro tracceremo il solco della nuova via Appia dell’arte contemporanea». Dopo l’inaugurazione, gli ospiti saliranno al piano nobile dell’edificio di via Giannini, sede dello Spazio espositivo permanente, dove ogni artista ha interpretato il tema dei legàmi secondo stile e sensibilità propri. “Legàmi, un tempo indissolubile” è la quarta mostra della rassegna “In cerca del padre”. E, come tutta la programmazione, gode dei patrocini della Provincia di Caserta, della Regione Campania, del Consiglio Regionale della Campania e del Ministero dei Beni culturali e ha come partner istituzionali il liceo “Buccini”, il liceo “Quercia” e l’istituto “Cavour” di Marcianise, il liceo “Righi Nervi” di Santa Maria Capua Vetere e l’istituto “Gaglione” di Capodrise. L’ingresso è gratuito; per qualsiasi informazione contattare il numero 3245583137.

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