Cani (e padroni) esclusi dalla Reggia, ora Felicori può affrontare il problema

Caserta. (Nando Astarita). Da più parti si richiede di poter far entrare gli animali d’affezione nella Reggia di Caserta col trasportino oppure al guinzaglio.

In Italia non sono pochi i luoghi  museali dove ciò è consentito, ma nemmeno son pochi quelli in cui, come alla Reggia, l’ingresso degli animali è off-limits.

D’altro canto,  pensare di portarsi dietro un trasportino per il tutto il tempo non breve, che di solito richiede la visita della Reggia,  non è soluzione ottimale, tanto più che, comunque,  sarebbero esclusi animali di taglia più grossa.

E nemmeno si può immaginarli al guinzaglio, in giro per gli appartamenti reali, per gli evidenti rischi  a pavimenti ed arredi. Al più, si potrebbe ipotizzare questa soluzione solo per il parco,  ma il problema resterebbe per chi vuole visitare sia questo che gli appartamenti.  Senza mettere poi che bisognerebbe dedicare parte della sorveglianza, già alquanto scarsa in rapporto all’estensione del Parco, al rispetto rigoroso dell’utilizzo del guinzaglio. Infatti,  non può escludersi che la disponibilità di ampi spazi verdi  potrebbe indurre a violazioni di ogni genere tanto più che i marciapiedi delle nostre zone la dicono lunga sul livello medio di civismo dei padroni degli animali.

Considerato tutto ciò, per non escludere i tanti possessori  di animali da una visita alla Reggia,  sarebbe opportuno  istituire un servizio di pet-sitting  ( gestito da terzi o da  volontari) possibilmente nella reggia stessa  o nelle immediate vicinanze ( p.e. ex caserma Pollio o Giardini Flora ).

D’altra parte,  la Reggia già offre servizi accessori  come ad esempio deposito bagagli e nolo bici, non certo prioritari rispetto a questo. Infatti  tale lproblematica è talmente  sentita che già nel  1991 si stabilì per legge che gli  animali d’affezione possono accedere a qualunque luogo pubblico o esercizio pubblico, salvo che non venga segnalato il divieto con apposito cartello. E nel 2010 il Ministero del Turismo e l’Anci  (Associazione nazionale comuni italiani)  pubblicarono anche un documento concordato per chiarimenti  attuativi  sul tema  e, da allora, si è ampliata ogni  giorno di più  la casistica delle possibilità di accesso, specie di cani e gatti,  ad uffici pubblici, ristoranti, mezzi di trasporto e perfino  in alcuni ospedali e strutture sanitarie oltre che a parchi e spiagge pubbliche. Per tutto ciò,  è evidente  che continuare a trincerarsi dietro un cartello di divieto  appare  quanto meno anacronistico per uno dei monumenti  più visitati d’Italia  oltre che non in linea con l’attuale gestione orientata al necessario miglioramento ricettivo dei visitatori  e considerato che  intanto,  ovunque  nel mondo,  si prevedono soluzioni per accogliere gli animali d’affezione in luoghi pubblici  che soddisfino un po’ tutte le esigenze.

Insomma, time out: la Reggia non può più continuare a nicchiare al riguardo. Non ci resta perciò che auspicare di poter al più presto conoscere quali le novità tanto attese al riguardo.

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