L’assessore Fortini “schiaffeggiata” dai dipendenti di Città della Scienza

Napoli (m.i.). Seppur metaforica, la sberla che i dipendenti della Fondazione Idis hanno assestato alla delegata del presidente Vincenzo De Luca è stata sonora. Doveva, infatti, iniziare oggi la XV Edizione di Smart Education & Technology Days, prestigiosa kermesse dedicata ai finanziamenti per il mondo della scuola, che si sarebbe dovuta protrarre fino al 27 ottobre, ma un’improvvisa quanto sospetta agitazione sindacale dell’ultim’ora ha costretto l’assessorato alle politiche sociali della regione Campania ad una frettolosa disdetta giunta via mail a quanti si erano registrati per la partecipazione. Nel messaggio di posta elettronica si diceva anche che l’evento sarebbe stato riprogrammato al più presto, ma nessuno, verosimilmente, si aspettava la comunicazione numero di  protocollo 0021325, a firma della dirigente dell’Ufficio Scolastico Regionale per la Campania, giunta a stretto giro, nello stesso pomeriggio di ieri, con la quale si annunciava che il solo seminario “I nuovi avvisi Pon: approfondimenti tematici per l’attuazione degli interventi”, parte qualificante dello Smart Education, si sarebbe svolto oggi stesso, 25 ottobre, in una sede diversa da Città della Scienza. Si potrebbe definirlo un “pasticciaccio brutto” se non fosse per la situazione di estrema precarietà che l’assessore Fortini pare stia vivendo in Regione. Si registrano, infatti, diversi malumori per l’impegno da molti giudicato eccessivo per il comparto scuola a discapito delle politiche sociali, altra delega ‘pesante’ che il presidente De Luca ha voluto concentrare sulle spalle della sociologa napoletana. Non sappiamo se la protezione politica dell’asse BassolinoNapolitano sarà sufficiente a Lucia Fortini per continuare a ricoprire la carica di assessore regionale, ma, di certo, quello di ieri non è stato un aiuto alla sua credibilità stante la centralità del tema trattato e la massiccia mole di finanziamenti ministeriali dedicati ai diversi Pon e al programma Scuola Viva, finanziato, invece, con il Fondo Sociale Europeo, che le scuole si troveranno a dover gestire nei prossimi mesi.
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