Povertà educativa dei minori, arriva l’allarme: almeno 15 bambini al giorno vittime di qualche violenza

CASERTA (Maria Carmela Inverno) . In questi giorni è stato pubblicato il Dossier di Terre des Hommes, messo a punto su dati Interforze, che analizza il fenomeno delle violenze sui minori. I dati allarmanti parlano di più di cinquemila bambini abusati, a vario titolo, solo nel 2016.

E’ da questi numeri che il Governo è partito per dare una decisa accelerazione al decollo del Fondo per il Contrasto alla Povertà Educativa Minorile, seppur in via sperimentale, stanziando 400 milioni di euro per il triennio 2016-18.
Ed in effetti, già lo scorso anno, le Fondazioni delegate a gestire il Fondo, in particolare Fondazione con il Sud e Fondazione Con i Bambini, hanno pubblicato i primi due bandi, “Prima Infanzia” per la fascia di età 0-6 anni e “Adolescenza” per quella 11-17.
Gli esiti del bando dedicato ai più piccoli, pubblicati da poco, impongono una seria riflessione alla nostra terra, completamente assente tra i dieci progetti finanziati alla Campania che, nella sua generalità, si presenta con un IPE – indice di povertà educativa altissimo, secondo, in Italia, solo a quello della Puglia.
Considerato che è stato appena pubblicato un ulteriore bando “Nuove Generazioni” dedicato, questa volta, ai ragazzi tra i 5 e i 14 anni, con scadenza prevista per il 09 febbraio del 2018, sarebbe opportuno che le istituzioni, gli ambiti sociali, le organizzazioni del terzo settore e, in generale, tutte quelle associazioni che si occupano di minori che vivono sotto la soglia di povertà, che poi si traduce facilmente in povertà educativa, si sedessero intorno ad un tavolo per valutare la fattibilità di un progetto comune che, proprio perché fatto a più mani e riunendo diverse professionalità e competenze, possa avere chance di accedere a quei quasi quattro milioni di euro destinati con il nuovo bando alla Campania.
Il tema della povertà minorile non è solo etico, ma è determinante per i futuri sviluppi del livello di qualità della vita della nostra Provincia e per questo non può essere preso sotto gamba e non meritare il massimo dell’attenzione da parte di tutti. Non a caso il bando richiede la presentazione di progetti “esemplari” con un partenariato composto obbligatoriamente anche da un Istituto scolastico, in quanto agenzia di socializzazione primaria e, forse, unica istituzione in grado di testimoniare il livello di vita di un bambino che non deve essere, nella logica del bando, un semplice destinatario di servizi, ma deve diventare, insieme alla propria famiglia, protagonista attivo delle attività previste e, l’intero nucleo, arricchirsi e responsabilizzarsi per superare tutte le fragilità di tipo economico, sociale, sanitario ed abitativo.

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